Schlein ha “attaccato” la Meloni all’interno di una dichiarazione rilasciata di recente. Il tema centrale è ancora una volta il voto.
Nel corso di un’intervista al Messaggero Veneto, la Schlein ha rivolto l’ennesimo “attacco” nei confronti della Meloni. Dopo essere stata criticata in diretta televisiva, la leader dem si è pronunciata ancora una volta sulle intenzioni di voto generali del prossimo Referendum.
Nei giorni scorsi, a Padova, si è tenuto un evento del PD riguardante proprio questa tematica. La campagna referendaria dell’opposizione prosegue ormai da parecchio tempo, con dei botta e risposta continui con la maggioranza.

Le parole della Schlein
Queste le parole della segretaria del PD: “Noi stiamo spiegando le ragioni di merito, ma ci sta pensando per prima Giorgia Meloni a politicizzare questo voto. Perché persino il ministro Nordio ammette che questa riforma non inciderà sull’efficienza della giustizia, non stabilizzerà i dodicimila precari, non accelererà i processi, non inciderà sul sovraffollamento carcerario. Serve ad altro“.
E ancora, sullo scopo del Referendum costituzionale: “Lo ha spiegato Meloni, con il suo costante attacco alla magistratura: quando la Corte dei conti ha bloccato il progetto del ponte sullo Stretto, lei ha detto, ‘col referendum fermeremo questa inaccettabile invadenza’. Quindi l’idea di fondo è che chi prende un voto in più alle elezioni sia al di sopra delle regole e delle leggi. Invece noi la pensiamo al contrario: chi comanda deve essere sottoposto a dei controlli“.
Il proseguimento dell’intervista
L’intervista alla Schlein è poi proseguita: “Spaccare in due il Csm, l’organo che deve garantire l’indipendenza dei giudici, significa minarne l’autorevolezza. Chi di noi affiderebbe al sorteggio la scelta dei propri rappresentanti in consiglio comunale o del chirurgo da cui farsi operare? E fare un Csm solo di pubblici ministeri rischia di rendere la categoria autoreferenziale e solo accusatoria, creando un pm superpoliziotto: lo sa anche Tajani che infatti propone di togliere ai pm la polizia giudiziaria, confermando l’intenzione di far dipendere il pm dal governo. Come ammette il sottosegretario Mantovano, la riforma serve a riequilibrare i rapporti tra politica e magistratura. Questa è la posta in gioco“.
Poi, la chiosa finale: “Noi li batteremo alle politiche. Ma se il governo perdesse il referendum su una riforma che regge il loro patto di potere, certo avranno qualche problema al loro interno“.